Il terrazzino dei gerani timidi

Il libro di Anna Marchesini, edito da Rizzoli, risale al 2011. Il primo.
Il libro che non ci si aspetta
Quando mi è capito questo libro tra le mani ho subito pensato all’autrice: Anna Marchesini. Una grande. Una grande donna e una grandissima artista. Purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Ma questo, chiunque l’abbia amata nei suoi mille personaggi, lo sa.
A parte questo preambolo, probabilmente il mio pensiero è corso proprio, più che all’autrice, ai suoi personaggi. Da quelli più famosi a quelli meno noti. E il ricordo mi ha strappato il consueto sorriso.
Sbagliato. Perché Il terrazzino dei gerani timidi è la classica lettura che non ci aspetta.
Si bussa e si entra in punta di piedi
Fresca del ricordo dei personaggi di Anna Marchesini, ho iniziato a leggere con una certa aspettativa. Già il titolo sembra promettere bene. E quindi, perché no, sarà divertente.
Ma ci si accorge subito di quanto questo giudizio affrettato sia sbagliato.
La sensazione che si ha è simile a quella di quando si entra inavvertitamente in biblioteca ridendo. Ci si accorge subito di aver sbagliato qualcosa. Ci si sente in difetto. Si chiede scusa.
E questo è quello che succede dalle prime pagine del libro. Ci si ricompone, si chiede scusa e si va avanti nella lettura.
Il libro e l’intimità di un’artista
Non è una lettura semplice. Tutt’altro. Non perché non sia scorrevole. Anzi, sembra di sentire parlare la Marchesini. Ma c’è un qualcosa che turba, che stride, che mette a disagio a ogni pagina.
Questo qualcosa è il lettore stesso. Ci si sente come un voyeur, a sbirciare nelle pagine per vedere cosa è successo nella vita di un personaggio pubblico che, praticamente, si è sempre conosciuto.
Ogni capitolo analizza, ricorda e mette a nudo un fatto o periodo preciso della Anna bambina. Si sente ogni pensiero, si intuisce ogni sentimento.
Come non sentirsi a disagio? Come non capire di essere di troppo in questa condivisione del passato? Ma questa sensazione, tuttavia, lascia spazio alla scoperta delle origini di quei personaggi tanto amati e ricordati. E davvero, dopo aver letto, tutto torna.
Non si può non leggerlo
Se solo si conosce Anna Marchesini, anche solo un po’, non si può non leggere questo libro. Non per voyeurismo gratuito o morbosa curiosità. No. Si deve leggere Il Terrazzino dei gerani timidi perché è bello. Perché ne vale pena. Perché forse ci insegna a guardare al nostro passato con curiosità o onestà.
Ma, qualunque sia il motivo per cui si sceglie di leggerlo, bé, lo si faccia con rispetto. In punta di piedi.
