Davvero Agatha Christie non tramonta mai?

Da sempre la lettura di un romanzo giallo mi diverte e rilassa allo stesso tempo. Ed è fuori discussione la mia grande passione per Agatha Christie, la regina dei romanzi gialli. No, non ho letto tutti i romanzi che ha scritto e no, non mi reputo un’intenditrice.
Allora perché scegliere di leggere un giallo della Christie?
In realtà posso solo dire perché la scelgo io. Scrupolosità e raffinatezza. Ecco, questi sono, a mio parere, gli ingredienti tipici di un qualsiasi romanzo giallo della scrittrice britannica.
Scrupolosità: non c’è dettaglio che venga trascurato. Tutto torna. Tutto combacia. Sempre. Anche la parola più insignificante ha un suo perché. E allora, quando leggo, mi appunto mentalmente tutto ciò che potrebbe essere utile al fine della risoluzione del caso. Lavoro del tutto inutile. Magari mi sorge il dubbio. Forse mi ci avvicino. Ma in realtà i miei tasselli non combaciano mai completamente.
Ed è frustrante tanto quanto appassionante.
Raffinatezza: ci si ritrova catapultati in epoche ormai lontane, anche se solo del secolo scorso. Ma non è questo che rende raffinati i romanzi christieniani, bensì il linguaggio. Viene detto tutto, senza eccessi. Non ci sono forzature linguistiche o dettagli ricamati dalla scabrosità gratuita. Una semplice pennellata lascia ampio margine all’immaginazione personale. Un dire non dire.
Un modo di parlare quasi d’antan.
Odore di stantio nel giallo di Agatha Christie?
Se penso al genere giallo scritto ai giorni nostri, non c’è nulla, credo, di più lontano allo stile di Agatha Christie.
Ritmo martellante. Dialoghi scabrosi. Scene crude. Non dico sempre ma spesso è così. E ce ne sono di meravigliosi da leggere.
Per farla breve, il giallo è uno dei miei generi letterari preferiti. Ne ho letti di tutti i tipi: contemporanei, storici, noti e ignoti. Ripeto, ce ne sono di bellissimi.
Però, il piacere che mi dà la lettura di un caso con Miss Marple o Hercule Poirot non lo trovo da nessuna parte. Ed è lo stesso che dà la visione di un vecchio film in bianco e nero. Stessa raffinatezza e scrupolosità.
Quindi no, non sento odore di stantio in questi libri come non lo sento in un film di Vittorio de Sica o di Totò o ancora di Aldo Fabrizi.
Alle volte ci vuole
La sensazione che rimane dopo la lettura è quella di relax. Di essersela proprio goduta. Lentamente. Ma con la voglia matta di arrivare alla fine.
E alle volte ci vuole. Godersela… lentamente.
